Arianna Huffington

Arianna Huffington per un mondo del lavoro migliore

Non c’è sicuramente periodo migliore di agosto per parlare di burnout, tra chi parte per le vacanze e chi torna. Le ferie sono un momento fondamentale per ricaricare le batterie e si sa che con il giusto riposo si prendono anche decisioni migliori. Uno dei motivi per cui Arianna Huffington ha portato la sua lotta contro lo stress e il burnout a un nuovo livello durante gli ultimi anni.

Mentre molti compagni milionari (Jeff Bezos e Richard Branson, ad esempio) sono intenti a progettare passeggiate spaziali, la founder di Huffington Post continua a occuparsi della situazione in questo triste mondo malato (citazione da MTV, solo per pochi), ricordandoci che uno degli obiettivi di chi ha raggiunto la prosperità è proprio condividerla. Per chi non la conoscesse (e consiglio di approfondire perché è una personalità molto interessante), Arianna ha lanciato il suo primo progetto editoriale – The Huffington Post – come blog fino a farlo diventare una scale up internazionale e rivenderlo a 315 milioni dopo una decina d’anni.

Questa è Arianna Huffington, soprannominata la Murdoch del web, la stessa persona che ha capito proprio in quegli anni l’importanza della lucidità e di evitare il burnout per arrivare a conciliare lavoro con vita privata, senza compromettere la salute. Provando sulla sua stessa pelle lo stress lavorativo, capisce il momento in cui fermarsi e lo racconta in un bestseller dedicato ai benefici sonno parlando di una vera e propria rivoluzione “The Sleep Revolution”. (Il video è uno dei TED più interessanti mai visti).

E da lì parte il seme di quello che sarà la sua nuova azienda e missione: “Thrive Global”. A mio modestissimo parere è uno dei progetti più interessanti degli ultimi anni. Si tratta di una piattaforma strategica di benessere per i dipendenti. Insegnare a ogni lavoratore come stare meglio ed essere quindi anche più produttivo, con una mentalità win win anche per l’azienda. Infatti il modello di business è proprio un B2B, rivolto ad aziende quindi, per aiutare il dipendente a vivere il lavoro al meglio e con più serenità. Come cita il claim:

Employee Well-Being is no longer a benefit. It’s a strategy.

Microsoft, Accenture e molte altre multinazionali la stanno già utilizzando ma c’è una parte di blog (aperta anche a contributo esterni) molto interessante e consultabile da chiunque, oltre alla newsletter di Arianna Huffington. Nel suo ultimo postin occasione del 71° compleanno, tira un bilancio di alcuni passi della sua vita. Partita dalla Grecia, vissuta tra Europa e USA, imprenditrice a 55 anni con il lancio dell’Huffington Post e poi nuovamente con Thrive. “Ci dicono entro quando o come dovremmo fare le cose, ma in realtà il momento migliore per costruire i sogni è adesso.”

Stefania Barbato

Ph: proprietà di Thrive.com

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