Cosa l’arte contemporanea sta cercando di dirci.

Qualche mese fa Global Citizen, movimento globale di attivismo e difesa dei diritti umani, ha pubblicato un interessante articolo su 8 esponenti di arte contemporanea che usano la loro creatività per comunicare un messaggio sociale forte. Se nello scorso post abbiamo parlato dell’arte di saper guardare, questa settimana proviamo a guardare delle immagini o dei video e cerchiamo di capire cosa l’artista sta cercando di dirci.

Andando oltre l’articolo, condivido una piccola selezione di 4 tra i migliori artisti contemporanei con le loro opere più famose che non sono solo belle ma anche significative.

Girl with a Balloon – Banksy

“Girl with a Balloon” è una delle opere più famose e riconoscibili di Banksy, pseudonimo utilizzato da un artista di strada e attivista britannico, la cui vera identità è sconosciuta al pubblico (molti hanno ipotizzato possa essere Robert del Naja dei Massive Attack).

Il significato dell’opera può essere interpretato in modi diversi, poiché l’arte di Banksy spesso lascia spazio a interpretazioni personali in base a quello che suscita in chi lo guarda. Tuttavia, alcune interpretazioni comuni ritengono l’immagine simbolo di innocenza, speranza o fragilità.

Più complesso risulta dal punto di vista politico come messaggio di critica alla società del consumo (dove anche le emozioni e le esperienze significative possono diventare oggetti leggeri e facili da perdere); o ancora il cuore stesso potrebbe simboleggiare la dualità dell’amore e della guerra, richiamando immagini di cuori rossi e cuori feriti. Molti invece vedono il palloncino come un simbolo di speranza, anche nelle circostanze più oscure. La frase “There is Always Hope”, spesso associata a Banksy, potrebbe essere correlata a questa interpretazione.

Balloon dog – Jeff Koons

Jeff Koons è un artista americano noto per le sue sculture eccentriche e spesso gigantesche, che hanno attirato grande attenzione mediatica. “Balloon Dog” (nella copertina del post, una fotografia scattata durante una sua rassegna a Palazzo Strozzi) è stata riprodotta in diverse versioni, nei colori rosso, arancione, blu, verde e giallo.

Fa parte della serie di opere di Koons intitolata “Celebration”, che include anche altre sculture ispirate a oggetti giocattolo e decorazioni festose. L’opera è diventata simbolo del lavoro di Koons e riflette il suo tema costante di trasformare oggetti comuni in opere d’arte, spesso giocando con il concetto di effimero e permanente.

L’artista, tra i più pagati al mondo nell’arte contemporanea, gioca con il concetto di schein tedesco, che vuol dire brillare ma anche apparire. Proprio come fa la nostra società.

The artist is present – Marina Abramovic

Nota per le sue performance radicali e provocatorie che coinvolgono il corpo, il tempo e l’interazione con il pubblico, “The Artist is Present”, è forse una delle più famose.

Eseguita al Museum of Modern Art (MoMA) di New York nel 2010, è diventata un evento molto discusso e ha attirato un vasto pubblico. Durante questa performance, Marina Abramović sedeva immobile su una sedia da mattina a sera per tre mesi. L’artista manteneva uno sguardo fisso mentre gli spettatori potevano sedersi di fronte a lei per tutto il tempo che desideravano.

Questa performance intensa è diventata famosa per la sua durata, la profondità emotiva e la connessione unica tra l’artista e il pubblico. Cosa succede quando qualcuno ci guarda? Cosa proviamo? Sappiamo essere davvero presenti? Dall’esibizione sono state ricavate diverse immagini molto emozionanti, tra cui quella del rincontro col suo ex partner, l’artista Ulay.

The Weather Project – Olafur Eliasson

Olafur Eliasson è un artista danese-islandese noto per le sue installazioni di arte contemporanea che coinvolgono l’uso di luce, colore e materiali per creare esperienze immersive e interattive, portando l’attenzione sulla natura nell’epoca moderna con tematiche legate alla sostenibilità.

Tra le sue opere più famose, “The Weather Project” presentata al Tate Modern di Londra nel 2003 consisteva in un’enorme installazione che trasformava la Turbine Hall del Tate Modern in uno spazio dominato da un grande sole artificiale. Il sole era composto da centinaia di lampade alogene circondate da uno specchio semicircolare, creando un’atmosfera suggestiva che ricreava l’effetto di un tramonto. La luce e la nebbia artificiale creavano un’esperienza spettacolare e coinvolgente, dando ai visitatori la sensazione di trovarsi di fronte a un immenso cielo.

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